Estradizione e MAE · 2023-09-25
In questo articolo ti spiego come siamo riusciti ad ottenere la scarcerazione di un nostro assistito, nei cui confronti veniva applicata la misura cautelare della custodia in carcere in seguito ad una estradizione richiesta dal Brasile per il delitto di traffico internazionale di sostanze stupefacenti e di possesso di documenti di identificazione contraffatti.
Nel caso specifico, nonostante lo stesso avesse una condanna definitiva in Brasile alla pena di anni 9 e mesi 8 di reclusione, la Corte di Appello di Napoli ha deciso di accogliere la nostra tesi difensiva in merito all’assenza di un pericolo di fuga dall’Italia del nostro assistito, disponendone quindi l’immediata scarcerazione.
Se vuoi sapere come siamo riusciti ad ottenere la scarcerazione ti consiglio di leggere tutto l’articolo qui di seguito.
Indice dei contenuti
Così come ti dicevo in precedenza, il nostro assistito, durante una breve vacanza, veniva tratto in arresto in Italia in quanto ricercato in ambito internazionale sulla base di una estradizione richiesta dal Brasile.
Infatti la Polizia Giudiziaria, in seguito alla comunicazione inerente i dati degli ospiti da parte della struttura alberghiera in cui soggiornava il nostro assistito, riscontrava come nei confronti dello stesso fosse pendente una red notice di Interpol sulla base di un ordine di arresto internazionale emesso dal Governo del Brasile per l’esecuzione di una sentenza di condanna definitiva alla pena di anni 9 e mesi 8 di reclusione.
Pertanto, una volta disposti tutti gli accertamenti direttamente presso la struttura alberghiera, la Polizia Giudiziaria provvedeva all’arresto del nostro assistito, nei cui confronti veniva in seguito emessa la misura cautelare della detenzione in carcere.
Devi sapere, infatti, che i reati per i quali era stato condannato in Brasile il nostro assistito erano realmente molto gravi dal momento che gli veniva contestata l’illecita detenzione di ben 43,680 Kg di cocaina ed il possesso di documenti di riconoscimento falsi, condotte queste per le quali gli veniva applicata la pena che ti ho detto in precedenza.
Queste sono le ragioni per le quali veniva arrestato il nostro assistito:

Una volta disposto l’arresto, quindi, i familiari, cercando un avvocato con specifica esperienza nei procedimenti di estradizione, provvedevano a contattare i professionisti dello studio legale internazionale Avvocato Penalista H24, richiedendo assistenza immediata al fine di ottenere la scarcerazione del proprio familiare.
Il caso, nello specifico, veniva affidato all’avvocato Ismaele Brancaccio.
Se vuoi conoscere tutti gli altri nostri professionisti del nostro studio legale e le loro specifiche competenze professionali ti consiglio di leggere anche questo articolo.
A fronte dell’arresto del nostro assistito, disposto dalla Polizia Giudiziaria, la Corte di Appello di Napoli, ritenendo fondata la estradizione richiesta dal Brasile, disponeva come misura cautelare la custodia in carcere, ritenendo che fosse pienamente sussistente il pericolo di fuga dall’Italia del nostro assistito in ragione di un “potenziale” collegamento dello stesso con organizzazioni criminali in ambito internazionale, ponendo a giustificazione di detta circostanza il fatto che lo stesso fosse stato trovato in possesso di un grosso quantitativo di sostanza stupefacente, nonché in ragione del fatto che era stato trovato in possesso anche di un documento di riconoscimento falso.
Inoltre, a sostegno della misura cautelare veniva anche evidenziato il fatto che fosse esistente un trattato di estradizione tra Italia e Brasile e che, alla luce di detto trattato, fosssero sussistenti tutte le ragioni per disporre la consegna a detto stato del nostro assistito.
Se vuoi approfondire maggiormente questo tema e sapere cosa prevede il trattato di estradizione tra Italia e Brasile ti consiglio di leggere questo articolo nel quale ti spiego nel dettaglio quando può essere disposta l’estradizione e quando, invece, l’Italia può rifiutare la consegna di una persona al Brasile.
Una volta acquisita tutta la documentazione inerente l’arresto del nostro assistito ci mettevamo immediatamente al lavoro al fine di richiederne la scarcerazione, ritenendo che la custodia cautelare in carcere non fosse affatto la misura cautelare meno afflittiva attraverso la quale scongiurare il suo pericolo di fuga dall’Italia.
Devi sapere, infatti, che in caso di richiesta di estradizione, il solo pericolo che deve essere garantito dalle Autorità Italiane è quello di evitare che la persona richiesta possa allontanarsi dal territorio nazionale prima della chiusura del procedimento di estradizione, dovendo pertanto essere garantito esclusivamente il pericolo di fuga.
A fronte di detta esigenza, quindi, ritenendo che fosse del tutto spropositata la detenzione in carcere, non essendovi alcun pericolo che il nostro assistito potesse allontanarsi dall’Italia durante il procedimento di estradizione, provvedevamo a formulare immediatamente una richiesta di revoca o di sostituzone della misura cautelare.

A sostegno di detta richiesta, infatti, evidenziavamo il fatto che il nostro assistito, in seguito alla sentenza di condanna emessa in Brasile, avesse da sempre vissuto in Italia e che finanche la propria famiglia vivesse stabilmente in Italia.
Inoltre si documentavano tutte le ragioni (anche sanitarie) in relazione alle quali poteva ritenersi insussistente un giudizio prognostico di consegna dello stesso allo Stato Brasiliano, ritenendo che detto Stato non potesse in alcun modo garantire i diritti fondamentali del nostro assistito nel caso in cui dovesse essere disposta la consegna.
A fronte di dette ragioni, quindi, veniva fissata dalla Corte di Appello di Napoli un’apposita udienza al fine di decidere in merito alla misura cautelare ritenuta più idonea in ragione della estradizione richiesta dal Brasile.
A fronte delle nostre richieste difensive, quindi, la Corte di Appello di Napoli decideva di disporre l’immediata scarcerazione del nostro assistito, confermando che nei confronti dello stesso potesse ritenersi fortemente attenuato il pericolo di fuga.

Infatti, all’interno del provvedimento, con riferimento alla richiesta di attenuazione della misura cautelare, è stato evidenziato che: “effettivamente l’estradando risulta affetto da gravi malattie certificate e non risulta aver commesso delitti dal 2011, epoca alla quale risale l’episodio criminoso oggetto della sentenza di condanna penale brasiliana che fonda la richiesta di estradizione. Tali circostanze sopravvenute, evidenziate e documentate dalla Difesa istante, consentono di affermare le precarie condizioni di salute dell’estradando ed i suoi ridotti (in ragione del periodo intercorso dall’ultimo delitto commesso) rapporti con ambienti criminali abbiano ridotto la gravità del pericolo di fuga”.
Questo è il testo del provvedimento:
La Corte di Appello di Napoli, con questo provvedimento, ha disposto la scarcerazione del nostro assistito, al quale veniva quindi applicato esclusivamente un obbligo di dimora nel territorio della regione di residenza durante il periodo in cui dovrà essere decisa la estradizione richiesta dal Brasile.
Le parole di ringraziamento e l’infinita gioia manifestata dal nostro assistito e dai propri familiari, in questo caso, sono state la maggiore soddisfazione per il lavoro svolto e per il risultato ottenuto.
Come avrai potuto comprendere, quella trattata, è una materia particolarmente complessa, delicata che richiede particolari e specifiche competenze professionali di diritto nazionale ed internazionale che non tutti gli avvocati posseggono.
È sempre consigliabile, dunque, affidarsi ad un Avvocato competente in estradizione richiesta dal Brasile, che conosca bene la materia giuridica trattata di modo che, sin da subito, vi sia la massima garanzia del diritto di difesa, disponendo la strategia difensiva più opportuna al caso specifico.
Abbiamo già affrontato e risolto diversi processi con riferimento a questa materia.
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